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Commento al Vangelo

30. Mar. 2014 - 08:20     quarta domenica di Quaresima
Da ciascuna delle tre letture della messa di questa domenica ricaviamo spunti di riflessione che non necessitano di tante spiegazioni, ma di interiore silenzio, di quel "chiuditi nella tua stanza perché il Padre vede nel tuo segreto". Nella scelta del re d'Israele, (prima lettura) il profeta Samuele, si sta lasciando guidare dalle sue personali intuizioni, da ciò che vede, cioè dall'esteriorità, dall'aspetto fisico del suo prescelto. Ma costui non è il prescelto di Dio: "Non guardare al suo aspetto né alla sua statura: IO l'ho scartato, perché non conta quel che vede l'uomo:infatti l'uomo vede l'apparenza, ma il Signore vede il cuore". Nei nostri percorsi di fede, nelle nostre scelte, nel nostro considerare le persone, da cosa ci lasciamo guidare? Chi sono i personaggi che invitano all'emulazione o che ci "affascinano"? Ma anche nei nostri riguardi, quali parametri crediamo siano giusti agli occhi di Dio? Non potrebbe anche essere possibile che noi ci riteniamo inadatti a qualche vocazione,a qualche servizio nella Chiesa, e invece Dio punta il suo dito proprio verso di noi? "Io ho scelto proprio te". La seconda lettura ci ricorda che col battesimo siamo diventati portatori di luce, ma le nostre opere, non quelle degli altri, le nostre opere quali frutti producono? Opere buone, opere cattive, oppure proprio niente? Ricordiamo quel servo che nasconde il talento affidatogli dal padrone. Il brano odierno della lettera si conclude così: "Svegliati, tu che dormi, risorgi dai morti e Cristo ti illuminerà". Svegliamoci tutti, lasciamo i cimiteri delle nostre idee qualunquistiche, diffamatorie, offensive, "sparrittieri", indifferenti all'amore misericordioso di Cristo per ciascuno di noi; il battesimo ci ha fatti creature nuove, simili al Cristo risorto, e allora viviamo da risorti, illuminati da Cristo e non da zombi del cristianesimo. Dal lungo brano del Vangelo ricaviamo la riflessione personale sulla domanda che Gesù rivolge al cieco nato, che non ha riavuto la vista, non l'aveva mai avuto, ma ha ricevuto il dono della vista vera della luce della fede: "Tu credi nel Figlio dell'uomo (nel Messia)? Egli rispose: "E chi è, Signore, perché io creda in Lui?. Gli disse Gesù: "Lo hai visto: è colui che parla con te". Ed egli disse: "Credo, Signore!". Ma siamo convinti che noi non abbiamo mai incontrato il Signore Gesù? Siamo certi che mai Lui ci è venuto incontro e ci ha chiesto: "Credi in me"? O siamo stati noi a voler rimanere ciechi e sordi? La conclusione di questa riflessione l'affidiamo alla Beata Angela da Foligno a cui Gesù confidò: "Non ti ho amato per scherzo". Cristo non ci ama per scherzo!

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